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La centralità della persona nel percorso di cura in oncologia

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Categoria
Eventi a cui partecipiamo
Dates
2025-12-01 09:30 - 13:15
Luogo
Centro Congressi Istituto Regina Elena

Ha partecipato per noi il nostro Delegato Regione Lazio Sig. Paolo Conte.  

Ecco un SINTETICO RAPPORTO DELL’EVENTO

Livio De Angelis – Direttore Generale IFO

In IFO curiamo il cancro considerando tutte le sue ripercussioni in particolari quelle psicologiche. In passato la diagnosi di cancro era una condanna a morte ora non più. Dobbiamo quindi darci carico dell’integrità psicologica dei pazienti. Le cure non devono spersonalizzare i pazienti: questo è un rischio concreto. La diagnosi è un evento devastante per il paziente e per i familiari. La paura l’incertezza possono risultare più traumatiche della malattia. Dobbiamo quindi curare non solo l’organo malato ma il paziente in tutti i suoi aspetti. Questo approccio terapeutico favorisce il successo delle terapie.

Luciano Ciocchetti - Camera dei Deputati

Il Servizio Sanitario Nazionale deve orientarsi verso la cura della persona nel suo insieme. Stiamo riorganizzando il SSN in questa direzione. Saranno messe a disposizione dei cittadini “case di vicinanza” aperte 24h/24h. Bisogna sviluppare l’abitudine a lavorare in equipe che includerà lo psicologo. Si sta provvedendo al potenziamento dei reparti di psicologia. I volontari sono fondamentali in questo processo di riorganizzazione favorendo la coesione sociale.

Tavola rotonda Legge regionale sulla Psico-oncologia – Della Casa Consigliera Regione Lazio, Caruso Respons. Psicologia IRE, Medde Presidente Ordine Psicologi, Costantini Direttrice Corsi di Formazione Lazio

La persona con tutti i suoi risvolti deve essere messa al centro dell’attenzione. La psiconcologo deve divenire strutturale sia nel settore pubblico che in quello privato e rappresentare il punto di riferimento nel team multidisciplinare. Il cambiamento di mentalità avviene per “contaminazione”: ascoltare e parlare con i pazienti. Approccio multidimensionale dove molti interlocutori sono coinvolti: politica, scienza, operatori sanitari, volontari. Gli psicologi sono pronti a dare il loro contributo collaborando con la regione. La Regione crede fermamente alla psiconcologia e organizza corsi in tal senso. L’obiettivo è il benessere psicologico dei pazienti. I corsi durano tre anni e sono molto complessi. La comunicazione con i pazienti spetta al medico, ma lo psiconcologo è al suo fianco. E’ necessario bilanciare la comunicazione realistica con il beneficio psicologico. E’ emersa l’idea di tenere delle “family conferences”. 

Lo psicologo incontra il paziente – Maggi Psicologa IRE, Corazza paziente

E’ importante infondere al paziente una sensazione di fiducia e speranza. Il paziente attraversa varie fasi dopo la diagnosi cercando nuove soluzioni nel tentativo di normalizzare la sua nuova situazione. I sentimenti da vincere sono inquietudine, incertezza, paura della morte.

Lo psicologo incontra il familiare – Guariglia Psicologa IRE, Di Chiappari familiare

Lo psiconcologo aiuta il caregiver nel suo percorso psicologico fino e oltre l’eventuale lutto. Uscita dal tunnel della disperazione, lotta alle sfide quotidiane, nuove modalità di affrontare la vita. Bisogna insegnare al caregiver a chiedere aiuto. L’intervento dello psiconcologo va esteso anche agli altri familiari. Lo psicologo incontra il medico – Bonucci Psicologo IRE, Clarucci Terapia del Dolore IRE Il paziente deve essere messo al centro. E’ un obiettivo non facile per il medico per motivi di tempo e di coinvolgimento. All’inizio la tendenza del medico è di non ascoltare il paziente, ma successivamente invece di ascoltare tutto, non solo gli aspetti legati al dolore, ma tutto il complesso medico e psicologico. In questa modalità risulta difficile rimanere neutrali e non rimanere coinvolti.

Lo psicologo incontra l’infermiere – Falcicchio Psicologa IRE, Giardina infermiera IRE

L’impatto iniziale con la malattia è traumatico per gli infermieri. Agli inizi si curano prevalentemente gli aspetti medici e il rapporto con i pazienti è formale. Successivamente si passa a condividere tutti gli aspetti. Il malato non è la sua malattia. E’ necessaria una autentica integrazione della cura. Il paziente diventa sempre più fragile, bisogna proteggerlo. Si rischia di stare male a causa del coinvolgimento. La posizione dello psiconcologo di fronte al paziente non può essere neutrale, bisogna proteggersi ma non rimanere indifferenti. Comunque non esiste un unico modo di comportamento. Lo strumento per alleviare il disagio dello psiconcologo è il lavoro di equipe all’interno del quale si condividono idee ed esperienze creando un patrimonio condiviso.

Fabio Calabrò - Direttore Oncologia 1

La presenza della psicologia nelle cure oncologiche è una novità relativa. 23 anni fa nell’Ospedale San Camillo (Roma) iniziarono i primi esperimenti in tal senso. Si sta affermando l’oncologia di precisione. Si sta esaminando tutti gli aspetti che impattano sulle modalità di affrontare la malattia.

Maria Perrone – Psiconcologa IRE

Il paziente va preso in carico adottando una procedura integrata che coinvolga i vari specialisti. Dobbiamo ricordare che siamo persone che incontrano altre persone. Il quadro normativo in vigore rispecchia questo approccio. La diagnosi implica per il paziente un cambiamento del progetto di vita, dei ruoli, degli obiettivi con conseguenze psicologiche: identità, distress, tradimento del corpo, sessualità, stigma sociale, isolamento, progettualità. Il 30% dei pazienti presenta un quadro di di sofferenza psicologica che influenza la qualità della vita. Il famoso quadro di Munch “L’urlo” rappresenta perfettamente questo stato d’animo. 2 Integrando le dimensioni biologica, sociale e psicologica si può raggiungere il benessere psicologico. Gli attori di questo processo sono l’equipe medica, lo psiconcologo, il paziente, il caregiver. Si esorcizzano la paura della morte, la discontinuità dell’esistenza, l’incertezza, la precarietà, la dissociazione. Spesso le parole mancano al paziente, bisogna quindi interpretare il linguaggio del corpo. Lo psiconcologo deve sviluppare la capacità di relazionarsi con tutte le parti coinvolte e di comprendere i bisogni del paziente.

Daniela Chieffo – Professore Psicologia - Policlinico Universitario Gemelli

Una valutazione accurata del paziente include i seguenti aspetti: fisici, psicologici, attività lavorative, sessualità, spiritualità, salute in generale. Rispetto al passato sono frequenti le lunghe sopravvivenze che implicano gestione più lunga e complessa delle conseguenze fisiche e psicologiche delle terapie.

Massimo Biondi – Professore Emerito di Psichiatria La Sapienza

Gli psicofarmaci sono penalizzati da una diffusa cattiva informazione. Le nostre attività quotidiane, camminare, parlare, ecc. sono alimentate dalla chimica della nostra mente. Bruciamo il carburante cerebrale che inevitabilmente si consuma. In condizioni di stress il consumo aumenta con la possibilità di arrivare al suo esaurimento con alterazioni macromolecolari che implicano il crollo psicologico. La funzione degli antidepressivi è quella di ricaricare il carburante celebrale. I malati di cancro sono soggetti a questi eventi sfavorevoli. Sono disponibili anche dei rimedi naturali efficaci quali alcuni cibi antidepressivi, l’attività fisica, il sonno particolarmente. Abbiamo in noi una “farmacia endogena” in grado di ricaricare il carburante

Laura Monti Responsabile Psicologia Clinica Ospedale Isola Tiberina

Gli operatori sanitari sono soggetti a una serie di disturbi psicologici: irritabilità, iperattivazione, distacco, erosione delle risorse sensazione di perdita di efficacia. Queste condizioni possono sfociare nel “burn out” ossia l’esaurimento emotivo. Il lavoro di equipe riduce l’isolamento e mitiga i rischi sopra elencati.

Edmondo Tersoli Presidente AMSO, Pina Cervini Segretario Generale AMSO

Breve storia dell’AMSO fondata nel 1968. Opera unicamente presso l’Istituto Regina Elena. Servizi offerti: assistenza pratica ai pazienti (orientamento nell’Ospedale, pratiche burocratiche, compilazione moduli, informazioni varie), assistenza morale a pazienti e familiari, messa a disposizione di una biblioteca in ospedale, prestito di parrucche, servizio di parrucchiere per signore nei reparti di degenza, disponibilità di una casa d’accoglienza (vicino stazione Termini), corsi di formazione per volontari.

 
 

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