PDTA DEL TUMORE ALLA VESCICA
Come li abbiamo recepiti, come desideriamo parteciparvi e cosa desideriamo condividere in un’ottica di “Patto Medico – Paziente”
CONTENUTO:
LA PRATICA
Proposta del Modello partecipativo di PaLINUro
LA TEORIA
• Generale
• Il Paziente al Centro del PDTA
• PDTA - la proposta nazionale del carcinoma della vescica di Renzo Colombo – la nostra analisi
LA PRATICA
PDTA del Tumore della Vescica – Proposta del Modello partecipativo di PaLINUro
In considerazione della complessità e delle difficoltà di far partecipare la nostra associazione nella compilazione del vostro PDTA e consapevoli della crescente necessità di coinvolgere il paziente e le sue associazioni in questo tipo d’attività, PaLiNUro propone il seguente modello partecipativo a tre livelli:
1. Condivisione del Link relativo all’Aggiornamento delle Raccomandazioni Generali di PaLiNUro relative al PDTA del Tumore alla Vescica: LINK
2. Disponibilità del rappresentante dei pazienti (Delegato Regionale / Volontario Ospedaliero di PaLiNUro) per tutte le verifiche relative alle preferenze dei pazienti, in ogni fase della costruzione del PDTA
3. Creazione di un documento di sintesi contenente i commenti di PaLiNUro riferiti alla bozza del vostro PDTA
4. Compilazione da parte del Delegato PaLiNuro Regionale con revisione della Presidenza
Il primo livello (raccomandazioni e informazioni), che è stato redatto nel 2019 sulla base di una bozza di PDTA nazionale, preparata dal dottor Renzo Colombo per Agenas, e aggiornato dal comitato dei Delegati Regionali di PaLiNUro il 18 marzo 2026, Il documento contiene tutti i desiderata (unmet need) dei pazienti in ogni fase del. Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale, naturalmente con particolare riferimento proprio a quest’ultimo aspetto: l’Assistenza.
Mentre Vi ringraziamo per averci letto, Vi preghiamo di prenderne nota e di contattarci per l’eventuale coinvolgimento della nostra Associazione nel vostro PDTA
LA TEORIA
PDTA del Tumore della Vescica – GENERALE
Dopo avere partecipato alla Consensus Conference Uro-Oncologica SIUrO del 27 giugno 2019, a Bologna, e dopo avere letto con estrema attenzione quanto è stato sviluppato e attuato in merito ai pochi PDTA certificati del carcinoma della vescica negli anni successivi, riteniamo utile al fine del completamento di questo importante documento, sottoporre alla comunità medico-scientifica alcune riflessioni a titolo di contributo di PaLiNUro, attualmente unica associazione di Pazienti coinvolta in questa patologia in Italia (vedi LINK nel punto precedente).
Altra importante premessa è che naturalmente non desideriamo fare alcun commento legato gli aspetti clinici, diagnostici e terapeutici. A Milano c’è un proverbio che recita “Ofellee fa el sò mestee”, che significa che per certe cose bisogna lasciar lavorare i professionisti, quelli che hanno una specifica competenza.
Cionondimeno ci piacerebbe che alcuni indicatori di efficienza/appropriatezza (vedi: tempi refertazione istologica del tessuto prelevato in corso di resezione endoscopica - 20 gg. - oppure Volume di pazienti sottoposti a cistectomia radicale secondo un timing adeguato - entro 8 settimane dalla refertazione patologica di malattia invasiva = buono se pari o superiore all’80%) assurgessero a rango di “must”.
Questo bisogno, che risponde a una necessità clinica, dal punto di vista del paziente ha invece valore psicologico in quanto più lunghi tempi d’attesa influiscono negativamente sullo stress e sugli stati d’ansia della persona malata.
In generale i due aspetti più delicati, che, come Associazione interessata, ci sembrano costituire le barriere alla messa in atto di un progetto che copra efficacemente le quattro lettere che formano l’acronimo PDTA sono più di natura umana e culturale che organizzativa:
1. TEAM MULTIDISCIPLINARE / MULTIPROFESSIONALE
Perché questa filosofia di lavoro, che è uno dei principi base del PDTA stesso, sia efficace è necessario un cambiamento culturale da parte dei medici che, dal paradigma:
il “mio” paziente
dovrebbero passare a quello:
il “nostro caro” paziente
Nello studio teorico della costruzione di un PDTA abbiamo letto che una delle caratteristiche dei membri del Gruppo di Lavoro dovrebbe essere la motivazione ego ed etero riferita. Crediamo tuttavia che la scelta della figura del Team Leader sia di fondamentale importanza. Infatti, affinché un team funzioni bene (in modo efficace ed efficiente) è necessario che ci sia una persona che “ci creda in prima persona” e che sia in grado di condurre e valorizzare le singole risorse, nei diversi momenti del confronto e della discussione del team multidisciplinare stesso. Tuttavia, vi prego prendere questa considerazione a titolo di contributo personale, avendo esercitato lo scrivente una lunga carriera nel management.
2. ASPETTI ASSISTENZIALI DEL PDTA
Anche se apprezziamo lo sforzo, nelle intenzioni, di tenere conto del paziente abbiamo sentito poco parlare, almeno per il momento, della concreta partecipazione attiva del paziente o delle Associazioni che lo rappresentano. Abbiamo anche sentito parlare in modo marginale e, soprattutto non dettagliato, degli aspetti legati alla Assistenzialità e al Coinvolgimento attivo del Paziente.
In questo contesto abbiamo tra l’altro visto messa in scarsa evidenza la figura del Case Manager che, a nostro avviso, dovrebbe avere un ruolo di collegamento prioritario tra TMD e Paziente.
Il paziente al centro del PDTA
Cosa si chiedono paziente e caregiver all’inizio del percorso di cura?
• Sono nel posto giusto?
• È stato sentito il parere di tutti gli specialisti?
• La cura è quella più adatta al mio caso?
• Ci sono terapie innovative?
• È disponibile qualche sperimentazione?
• Chi può aiutarmi nel percorso oltre al medico?
Il paziente infatti vuole sapere, possibilmente con parole semplici. Nello sviluppo di un PDTA è pertanto di fondamentale importanza la condivisione delle opzioni terapeutiche con il paziente che deve essere informato in modo adeguato e reso consapevole della diagnosi, della prognosi e dei possibili effetti indesiderati dei vari trattamenti.
I benefici che derivano da un paziente informato sono:
• un maggior controllo sulla situazione;
• un maggior coinvolgimento, che aumenta la volontà di aderenza alle scelte terapeutiche fatte;
• maggior consapevolezza e accettazione in caso di passaggio dalla terapia alle cure palliative.
Oltre a ciò, è bene ricordare che il Coinvolgimento Attivo (Engagement) nel processo di cura risulta essere una possibile risposta al miglioramento dell’efficienza del Sistema. La persona informata e proattiva è attualmente una risorsa poco valorizzata, ma essenziale per migliorare l’efficacia e la sostenibilità dei processi di cura.
Le ricerche mostrano infatti come il coinvolgimento attivo dei malati nel processo di cura abbia un impatto
• sui risultati clinici
• sui comportamenti preventivi
• sui costi sanitari
Insomma, fa bene a tutti!
PDTA - la proposta nazionale del carcinoma della vescica di Renzo Colombo – la nostra analisi
Le cose di cui abbiamo preso atto (estratto del documento ufficiale)
MISSION TMD Uro-Onco
• Agevolare la creazione di team multidisciplinari
• Trasformare un team multidisciplinare in team multiprofessionale
• Agevolare un processo culturale
• Advocacy Group – Coinvolgimento delle Associazioni pazienti
• Unanimità di pensiero scientifico da trasferire ai decision makers istituzionali
Sezione 1. Standard e item per il set up di una Genito-Urinary Cancer Unit / Network / Team Multidisciplinare: requisiti generali e massa critica
13 Non Core Team
1. Un Medico Oncologo palliativista responsabile dei trattamenti palliativi e Best Supportive Care.
Obbligatorio. Attivazione: 1 anno
2. Uno Psicologo con esperienza nella gestione dei pazienti affetti da neoplasia genito-urinaria. Se lo Psicologo non è membro attivo della GU-U o dei GU-N la sua collaborazione anche in networking deve essere definita formalmente
Obbligatorio. Attivazione: 1 anno
3. Uno o più Fisiatri e uno o più Fisioterapisti con esperienza nella prevenzione e nel trattamento delle complicanze peri-operatorie oltre che nella preabilitazione e riabilitazione precoce post-operatoria.
Obbligatorio. Attivazione: 1 anno
14 Non Core Team. Uro-andrologo e Urologo funzionalista
1. Un Urologo con competenza in Andrologia e riabilitazione sessuale coadiuvato da un infermiere qualificato
Obbligatorio. Attivazione: 1 anno
2. Un Urologo funzionalista esperto nella riabilitazione funzionale e in particolare della continenza urinaria post-operatoria
Obbligatorio. Attivazione: 1 anno
15 Non Core Team. Geriatra
Un Medico Geriatra esperto nell’assistenza a pazienti anziani affetti da neoplasia vescicale. Se il Geriatra non è membro attivo della GU-U o dei GU-N la sua collaborazione anche in networking deve essere definita formalmente.
Facoltativo.
16 Coordinatore dei Trial Clinici
Uno o più Coordinatori di trial clinici, sia figure mediche che infermieristiche e amministrative, responsabili della gestione degli studi clinici e dei protocolli di ricerca. Il ruolo di Coordinatore dei trial clinici può essere coperto anche da un componente del Non Core Team.
Facoltativo.
GU-U / GU-N / TMD – Organizzazione Clinica
17 Meeting Multidisciplinari
1. Almeno un incontro multidisciplinare alla settimana per la gestione di nuovi casi di pazienti affetti da neoplasia vescicale o di pazienti con recidiva di malattia dopo trattamento primario.
I casi da discutere nei Meeting multidisciplinari saranno selezionati da un Case Manager identificato tra i membri del TMD
Obbligatorio. Attivazione: immediata
2. E' raccomandabile che il caso clinico venga discusso nel Meeting Multidisciplinare non oltre 15 giorni dal completamento della diagnosi e della stadiazione clinica della malattia
Obbligatorio. Attivazione: immediata
19 Follow-up
Tutti i pazienti devono essere seguiti nel periodo successivo al completamento di ogni procedura terapeutica (follow-up) sotto la supervisione di un membro del Core Team (preferibilmente il responsabile del trattamento iniziale) o da personale professionale formato e attivamente collaborante con la GU-U / GU-N
Obbligatorio. Attivazione: immediata
1. I membri del Core Team al termine dell’incontro multidisciplinare devono giungere ad un accordo circa le indicazioni cliniche. Tale accordo deve essere riportato in un documento scritto firmato in formato digitale da tutti i membri presenti al meeting
Obbligatorio. Attivazione: immediata
GU-U / GU-N / TMD – Item di set up
I pazienti con tumore della vescica devono essere gestiti all'interno di una Genitourinary Cancer Unit (GU-U) o Network (GU-N). Questa è organizzata come una Unità funzionale strutturata con un Team Mtltdisciplinare composto dalle professionalità mediche e non, coinvolte nel PDTA e afferenti a diverse Unità Operatve. La Unit e il Network devono essere in grado di gestire, sotto tutti i profili clinici, un volume sufficiente di pazienti affetti da neoplasia vescicale in accordo con il PDTA condiviso.
Definizione di TMD
Le GU-U / GU-N costiuiscono reti collaborative che si caratterizzano per il rispetto di adeguati requisiti minimi organizzativi e di massa critica. La partecipazione delle professionalità mediche e non, coinvolte nel PDTA e afferenti a diversi Enti e/o Unità Operative deve essere formalizzata e strutturata.
Attività terapeutiche e di supporto
Le GU-U e GU-N devono garantire un approccio diagnostico, terapeutico e di supporto/palliazione a tutti i pazienti affetti da neoplasia vescicale in ogni fase del PDTA condiviso
Le GU-U e GU-N devono garantire una attività educazionale e formativa multidisciplinare continua su tutti gli aspetti clinici delle neoplasie vescicali, rivolta sia ai componenti del Team Multidisciplinare che a tutti gli operatori sanitari (tra cui studenti, specializzandi e giovani specialisti) in formazione e che intervengono nel PDTA.
ENGAGEMENT E CONTROLLO
Patient Engagement
Le associazioni di pazienti contribuiscono ai PDTA portando l'esperienza diretta del paziente, garantendo che il percorso sia centrato sui bisogni reali, offrendo supporto informativo e psicologico, e promuovendo l'autonomia del malato, come previsto anche da documenti nazionali come il Piano Nazionale Malattie Rare. Il loro ruolo è cruciale nella governance sanitaria per definire percorsi più efficaci e integrati, migliorando la qualità della vita e l'efficienza del sistema.
Controllo
Assicurare continuità del percorso di cura garantendo che diagnosi e terapia siano contestuali,
determinare una continuità nel percorso di cura,
migliorare i tempi di attesa,
garantire una maggiore l’appropriatezza delle cure,
ridurre la probabilità di errori contenendo i danni interponendo competenze multiple.
23 Disponibilità dei Servizi
Un foglio sintetico in formato digitale, chiaro e facilmente comprensibile contenente diagnosi, trattamento consigliato e programma di follow-up deve essere redatto a seguito della valutazione multidisciplinare e reso disponibile per il paziente
Obbligatorio. Attivazione: immediata
24 Disponibilità dei Servizi
1. I referti istologici contenenti gli elementi di diagnosi di neoplasia vescicale avvenuta in base a prelievi bioptici, esiti di TUR o di cistectomia dovrebbero essere comunicate al paziente da un membro del Core Team della GU-U o del GU-N
Obbligatorio. Attivazione: immediata
2. Sarebbe preferibile che un supporto psicologico sia disponibile al momento della comunicazione della diagnosi
Facoltativo.
3. La GU-U o il GU-N deve disporre di almeno uno spazio dedicato per i colloqui con il paziente in grado di garantire il dovuto confort e la dovuta privacy
Obbligatorio. Attivazione: immediata
25 Disponibilità dei Servizi
I pazienti che hanno ricevuto un trattamento devono essere seguiti in follow-up dai membri della GU-U o GU-N o in alternativa da medici collaboranti con la GU-U o GU-N
Obbligatorio. Attivazione: immediata
29 Patient Advocate or Advocacy Group Member
Membri di Fondazioni, Organizzazioni locali, Regionali o Nazionali rappresentanti I pazienti oncologi, dove presenti, dovrebbero essere integrati nel network di comunicazione e confronto medico-paziente della GU-U o del GU-N
Obbligatorio. Attivazione in base al livello di informatizzazione del Centro.

