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Tumore della vescica: le novità dal Congresso EAU 2026

Il Congresso dell’Associazione Europea di Urologia (EAU) 2026, nel quale Palinuro era presente con il nostro Alessandro Boni, ha confermato un cambiamento importante nel trattamento del tumore della vescica. Oggi la ricerca sta andando verso terapie sempre più mirate, personalizzate e meno invasive.


Per comprendere meglio le novità in materia di terapie, può essere utile distinguere tra:
- tumore della vescica non muscolo-invasivo (NMIBC)
- tumore della vescica muscolo-invasivo o metastatico (MIBC)
TUMORE NON MUSCOLO-INVASIVO (NMIBC)
Per anni il trattamento standard è stato il BCG (Bacillus Calmette-Guérin). Tuttavia, come è noto, ancora molti pazienti non rispondono o addirittura non possono continuare questa terapia. Le principali novità riguardo a questo stadio della patologia di cui si è discusso nella sessione londinese includono:
- La terapia a base di Pembrolizumab. Questa è una immunoterapia utilizzata nei pazienti BCG-unresponsive, con risultati significativi nel ritardare la progressione. Tale terapia è già stata autorizzata negli Stati Uniti ed è in corso di valutazione dall’EMA, l’Ente Europeo del farmaco.
- La terapia a base di Nadofaragene firadenovec. Questa è una terapia genica intravescicale che stimola il sistema immunitario direttamente nella vescica. Ha già avuto l’autorizzazione dell’EMA e presto l’agenzia italiana del farmaco dovrebbe renderla disponibile per le strutture ospedaliere e quindi per i pazienti italiani.
- TAR-200 (Gemcitabina intravescicale a rilascio continuo): Trattasi di un dispositivo innovativo che consente una somministrazione prolungata del farmaco in vescica. Al momento (aggiornato ad aprile 2026), i risultati derivano principalmente da studi clinici, come lo studio SunRISe-1, che hanno mostrato risultati elevati, con tassi di risposta completa (assenza di tumore) molto alti (circa l'82% in alcuni studi). Le notizie recenti indicano un forte interesse dell'EMA

- Durvalumab + BCG: Lo studio POTOMAC ha dimostrato che l'aggiunta di Durvalumab, un inibitore di checkpoint immunitario, al trattamento con BCG riduce il rischio di recidiva nei pazienti con carcinoma vescicale non muscolo-invasivo ad alto rischio, rappresentando una potenziale nuova opzione terapeutica. Attualmente è in studio per aumentare l’efficacia e la gestione degli effetti collateraliQueste strategie mirano, anche in caso di fallimento della tradizionale terapia con BCG di evitare o ritardare la cistectomia, preservando la vescica quando possibile.TUMORE MUSCOLO-INVASIVO E METASTATICO (MIBC)
In questo ambito si sono registrati i cambiamenti più rilevanti messi in evidenza in testimonianze e relazioni durante il Congresso.
1. Terapie neoadiuvanti (prima della chirurgia)
Oltre alla chemioterapia a base di cisplatino, si stanno affermando:
- Pembrolizumab e nivolumab (immunoterapia)
2. Anticorpi farmaco-coniugati (ADC)
Questi farmaci rappresentano una delle innovazioni più importanti:
- Enfortumab vedotin (target Nectin-4)
- Sacituzumab govitecan (target Trop-2)
Questi trattamenti portano la chemioterapia direttamente nelle cellule tumorali, migliorando l’efficacia e riducendo gli effetti collaterali sistemici.
3. Terapie combinate
Particolarmente promettente è la combinazione:
- Enfortumab vedotin + Pembrolizumab
Questa associazione ha dimostrato un miglioramento significativo della sopravvivenza nei pazienti con malattia avanzata ed è candidata a diventare un nuovo standard terapeutico.
Nel corso del Congresso si è parlato anche di  c.d. “Terapie target” per pazienti selezionati: ad esempio l’Erdafitinib (target FGFR)
Questa terapia rappresenta un esempio concreto di medicina personalizzata basata su alterazioni genetiche del tumore.
Inoltre si è discusso anche degli scenari offerti da una medicina personalizzata nella quale un aspetto importante è l’utilizzo crescente di biomarcatori:
- ctDNA (DNA tumorale circolante)
- espressione di target come FGFR, HER2, Nectin-4
Strumenti di questo genere permetteranno in un futuro non lontano di scegliere la terapia più adatta per ciascun paziente con ampliamento di nuove opportunità terapeutiche e prospettive sempre più concrete di trattamenti efficaci e meno invasivi.

Alessandro Boni 


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