Antonio.
Siamo qui per salutarti.
Questa è la prima volta che mi capita di dover dare l’estremo saluto a un caro amico..
Quando cinque anni fa se ne andò mia moglie Lucia il pianto mi impedì di proferire parola.
Ma oggi sono qui per te e vorrei non abbandonarmi all’emozione in quanto mi piacerebbe lasciare a tutti gli amici presenti un bel ricordo della persona che eri.
Certo io posso ricordarti per come ti ho conosciuto dodici anni fa e per il percorso che abbiamo fatto insieme nel mondo del volontariato.
Ricordi?...Siamo stati accomunati dalla stessa malattia, il tumore alla vescica e siamo stati operati nello stesso ospedale: l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, con tre mesi di differenza. Tu fosti l’apripista.
Tuttavia ci siamo conosciuti solo un anno dopo, quando alcuni medici che ci avevano curato ci proposero di costituire un’associazione di volontariato per dare sostegno alle persone che avevano la sfortuna di entrare nel tunnel della malattia che tu ed io stavamo superando brillantemente.
Ricordo come ora quando ti spinsi, quasi fisicamente, a parlare con il tuo primo assistito. Così diventasti il primo volontario di PaLiNUro.
Quanto impegno e quanta passione hai profuso nel tuo lavoro di volontario!
Quante idee e quanta esperienza ci hai lasciato per arricchire la cultura associativa di PaliNUro?
Una tua frase, che è entrata da subito nei principi della nostra associazione, è stata adottata da altre associazioni, da tanti stomaterapisti e recentemente addirittura da un produttore di presidi. Una frase che ti eri inventato per aiutare i pazienti ad accettare quel sacchetto che tu dicevi orgogliosamente non essere il problema per il paziente ma la soluzione che gli permetteva di continuare a vivere.
Poi, ricordi? Sei diventato il nostro testimonial, proprio per sostenere l’accettazione sempre di quel sacchetto. Hai prestato le tue immagini e la tua voce a un depliant e a un tutorial che aiuta i pazienti a gestire con semplicità il loro sacchetto.
Sei sempre stato un volontario affidabile, generoso e presente: dai consigli direttivi, di cui sei stato membro fino allo scorso mese di marzo, alle attività di raccolta fondi per sostenere PaliNUro dove hai sempre avuto vicino la tua inseparabile moglie, Wilma.
Per me sei sempre stato il primo compagno di questa fantastica avventura che si chiama PaLiNUro.
Ti ricorderò sempre con il tuo camice bianco e con il tuo badge al collo.
E insieme a me ti ricorderanno con riconoscenza i pazienti amici, gli altri volontari e i medici dell’Istituto dei Tumori che quest'oggi hanno lasciato il loro posto di lavoro per venire qui a salutarti.
Ciao Antonio e grazie per tutto quello che mi hai dato. Rimarrai sempre nel mio cuore.
Edoardo Fiorini – 30 settembre 2026

