Ha partecipato in rappresentanza di PaLiNUro il nostro volontario del Piemonte Dott. Bartolomeo Montrucchio
Questa la sua splendida sintesi dell'evento:
Il convegno internazionale Urothelial Cancer Update 2025 del 19 settembre 2025, organizzato presso l'ospedale Molinette di Torino dai Professori Gontero e Soria, si è incentrato sullo stato dell'arte delle cure per i tumori uroteliali, quindi della vescica e delle alte vie escretrici.
La situazione si è evoluta favorevolmente rispetto allo scorso anno, in cui già erano stati presentati nuovi protocolli di cura.
Al momento ci sono cinque diversi possibili trattamenti che danno risultati apparentemente buoni, anche molto buoni, seppure con significativi effetti collaterali. Il vero problema è che sono molto costosi (anche molto di più di 100 mila dollari per un anno) per via dei brevetti apposti dalle case farmaceutiche; inoltre non sono ancora approvati in Europa dal regolatore. Pertanto, al momento non sono di fatto utilizzati, se non in parte. I costi stessi sarebbero peraltro incompatibili con il nostro sistema sanitario pubblico.
La cura trimodale, che sembra dare risultati comparabili con la cistectomia radicale, ha un costo molto elevato anch'essa.
Non appena i dieci anni del periodo brevettuale scadranno si potranno ragionevolmente utilizzare i farmaci generici con soluzione del problema costi.
In ogni caso la possibilità di avere farmaci molto efficaci per la cura neoadiuvante (prima dell'intervento di cistectomia) o adiuvante (dopo l'intervento) o anche per evitare del tutto l'intervento radicale optando per una TURB (con annesse terapie) risulta ora davvero realistica. Gli stessi medicinali risultano di estremo interesse per le forme T1 senza CIS, ma di alto grado, che non rispondono a BCG e che invece sembrano rispondere in modo buono ai nuovi farmaci (chemioterapici e immunoterapia), per quanto il consenso tra gli esperti sul loro uso non sia totale.
Un ulteriore importante passo avanti è nella sempre più importante applicazione di un esame innovativo, ctDNA, che tramite semplice esame del sangue sembra promettere molto e non solo per i tumori uroteliali.
In particolare, appare possibile comprendere, tramite questo test (che cerca frammenti del DNA tumorale nel sangue, anche personalizzato sul singolo tumore), se ad esempio, dopo una cistectomia, risulta necessario effettuare una terapia adiuvante chemioterapica (con conseguente danno glomerulare) o se si può evitare. Si tratta insomma, con ogni probabilità, del biomarcatore a lungo cercato per questo tipo di tumori. Al momento attuale il ctDNA è però ancora poco applicato per mancanza di standardizzazione e per i costi.
Durante il convegno è stato anche presentato, da parte del Prof. Gontero, il nuovo robot "single port" installato presso le Molinette a Torino, in grado di permettere lo svolgimento di operazioni complesse con maggiore facilità. L'esempio citato è stato l'asportazione di rene ed uretere in un paziente di 95 anni.
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