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Nuovo Codice Appalti: quali conseguenze sull’appropriatezza dei dispositivi medici.

nUOVO CODICE APPALTI
Categoria
Eventi a cui partecipiamo
Dates
2025-05-13 17:00 - 18:30

L’evento, che rientra nelle attività della Academy FAIS, ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra esperti, istituzioni e aziende per analizzare l’impatto delle recenti normative sugli appalti pubblici e le ricadute sull’accesso e l’appropriatezza dei dispositivi medici.

Ha partecipato per noi il nostro volontario Angelo Salvadori. 

Apertura Lavori:
Pier Raffaele SPENA – Presidente FAIS (Federazione Associati Incontinenti Stomizzati)
Per FAIS il presidio non è una scelta di vanità o un accessorio da utilizzare a piacimento: è la nostra vita!! Acquisto, appropriatezza, libera scelta sono determinanti per le persone.


Marina PERROTTA – ex Presidente FAIS - Moderatrice
Dal 1999 i fornitori erano i “giudicatori” delle forniture, ma dal 2017 (per Decreto) le Regioni adottarono modalità di acquisto e forniture seguendo le indicazioni del Medico prescrittore in relazione al paziente richiedente. Il sistema ha funzionato poco; il nuovo Codice Appalti, non fornendo il dispositivo appropriato, rischia di peggiorare la situazione.


Americo CICCHETTI – Ministero della Salute – Direttore Generale Programmazione
d) Avere dispositivi inappropriati significa gettare soldi pubblici e far ammalare i pazienti, Come si risolve?
r) Il ns. impegno è volto ad esaminare tutti gli aspetti importanti: l’adeguatezza, la fruibilità, la regolarità delle forniture, le novità e le nuove introduzioni e, non per ultimo, i costi. Determinante è intervenire per facilitare la stretta collaborazione tra le Regioni e il contributo fondamentale delle Associazioni dei pazienti.


Angela DENI – Confindustria Dispositivi Medici
L’introduzione delle quote ha portato criticità. Garantisce remunerazione ai nuovi contratti ma è in contrasto con la libera scelta del medico e del paziente. Le quote, introdotte per agevolare l’approvvigionamento, evitare ritardi e ridurre gli sprechi, limita la scelta, che è fondamentale per il paziente utilizzatore dei presidi.
Disporre di dispositivi di vario genere consente di utilizzare quello più appropriato (che tra l’altro nel corso del tempo può variare) e tutto questo va in contrasto con le quote. In particolare i disagi si rilevano nelle stomie: aumentano i controlli, le prove, s’introducono accessori per trovare la giusta soluzione, soprattutto.
Per i pazienti che fruiscono della mobilità. Siamo per la modifica della norma: abbiamo proposte che desideriamo sottoporre per un confronto affinchè i pazienti non subiscano le conseguenze.


Vincenzo FALABELLA – Presidente FISH – Consigliere CNEL
d) come le modifiche possono creare ostacoli rispetto alle precedenti procedure e danneggiare i pazienti?
r) E’ necessario modificare il Codice Appalti. Le persone non possono scegliere e questo lede i diritti dei cittadini, soprattutto i pazienti con disabilità. Cercheremo di intervenire e lo faremo in collaborazione con enti, società e associazioni di pazienti e pazienti con disabilità.


Carmelo GAGLIANO - Tesoriere FNOPI (Fed. Naz. Ordini Professioni Infermieristiche
d) la modifica al Codice Appalti da libertà a chi deve scegliere il presidio più adatto?
r) no e siamo preoccupati per una prossima impossibilità di scelta da parte dei pazienti. Abbiamo già contattato associazioni di pazienti per cercare di riuscire a proporre modifiche pratiche così da tornare ad una scelta personalizzata. Siamo inoltre impegnati, in accordo col Ministero, a far sì che aumenti la preparazione e la conoscenza del personale infermieristico attraverso corsi di lauree magistrali ad indirizzo clinico, per accrescere le prestazioni, così da conoscere, scegliere ed indicare al paziente il presidio più adatto. In questo modo si potrà accrescere la fiducia nel settore da parte del paziente stesso che, fra l’altro, non si vedrà costretto a tornare più volte presso l’Ospedale di riferimento (diminuzione di accessi).


Alessandro GIAMMO’ – Presidente SIUD (Società Italiana Urodinamica)
Criticità del nuovo Codice? D’accordo coi colleghi precedenti. Noi prescriviamo in base alle esigenze della persona e delle sue reali necessità, ma il dispositivo potrebbe non corrispondere a quanto prescritto ma equivalente (problemi clinici, sprechi inutili). La normativa necessità di flessibilità. Disponibili a fornire il ns. contributo consigliando chi approvvigiona e razionalizzando le risorse per arrivare al dispositivo più adatto

Adriano LELI – Presidente FARE (Federz. Associaz. Economi e Provveditori)
I codici con le percentuali fisse sono una fesseria. L’accordo precedente era quantomeno più flessibile, pur con qualche difficoltà ci eravamo adattati, ora bisogna cercare di individuare il presidio più performante, in tempi contenuti e a prezzi proporzionati. Su questo ci rendiamo disponibili con la massima collaborazione.
Il legislatore spesso non si pone il problema del presto e bene, ma individua la procedura più semplice a costi più abbordabili, mentre il dispositivo potrebbe non essere il migliore, ma il più appropriato.Fausto BARTOLINI – Coordinatore Nazionale SIFO (Società Italiana Farmacisti Ospedalieri)
L’accordo quadro per l’acquisto di prodotti standard (aghi, siringhe, ecc) è OK. Il legislatore ha inserito quote preventive personalizzate per ridurre i vari tipi e favorire il fornitore evitandogli eccessive rimanenze.
Nel caso dei presidi l’accordo quadro non funziona allo stesso modo perché dobbiamo essere in grado di personalizzare lo strumento in base alle esigenze del paziente. Per risolvere, dobbiamo intervenire in Commissione Camera e Senato apportando modifiche sostanziali.


Marina PERROTTA – ex Presidente FAIS - Moderatrice
Conclusioni: Con la collaborazione di tutti, stileremo un documento da inviare al Ministero, evidenziando le varie criticità e ritrovandosi con presidi che non servono, che restano inutilizzati nei magazzini, creando fortissimi disagi ai pazienti ed enormi sprechi di denaro pubblico.

 
 

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