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DIETA E CANCRO DELLA VESCICA

DIETA E CANCRO DELLA VESCICA 

Cogliamo l’occasione del mese della sensibilizzazione sulla nutrizione e sull'attività fisica per “fare un po’ il punto” su tutte le informazioni raccolte in questi anni e mai pubblicate, essendo a nostro avviso molto difficile dare indicazioni “definitive” per una corretta alimentazione per l’ammalato di tumore alla vescica.  Abbiamo comunque deciso di condividere le nostre informazioni che vi preghiamo tuttavia di non prendere come “oro colato”.  Ogni caso è differente dall’altro, a partire dalla forma della malattia, all’efficacia dei trattamenti sul singolo paziente,  per finire alla struttura psicofisica dell’ammalato. Pertanto per avere informazioni certe suggeriamo sempre e caldamente di ricorrere ad un nutrizionista di vostra fiducia.

Nel presente articolo parleremo di:

  1. Alimentazione e Prevenzione (Mangiare in modo corretto) (Mangiare in modo corretto)
  2. Alimentazione per proteggere la vescica dal tumore (La Dieta) la vescica dal tumore (La Dieta)
  3. Alimentazione durante la Radio e la Chemioterapia
  4. Alimentazione e Attività Fisica dopo la Chirurgia

 

1)  MANGIARE IN MODO CORRETTO = UNA FORMA DI PREVENZIONE

L'American Institute for Cancer Research ha calcolato che le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa tre tumori su dieci.
Quando mangiamo ingeriamo non solo cibo ma anche sostanze che favoriscono lo sviluppo della malattia:

  • CONSERVANTI. I nitritie i nitrati, per esempio, utilizzati per la conservazione dei salumi facilitano la comparsa del tumore dello stomaco;
  • MUFFE che liberano le aflatossine. In particolar modo quelle del mais o di altre granagliee legumi mal conservati. Queste aflatossine sono responsabili di una quota rilevante di tumori del fegato;
  • ECCESSO DI GRASSI E PROTEINE ANIMALI. Favoriscono la comparsa della malattia.

Adottare una sana e “più attenta” alimentazione diventa pertanto una sorta di necessità per la salute di tutti e ne possono trarre vantaggio anche le persone a cui è già stato diagnosticato il cancro.

Un'alimentazione sana prevede la drastica riduzione di grassi e proteine animali mentre favorisce l'assunzione di cibi ricchi di vitamine e fibre.

Deve prevedere pertanto frutta e verdura,  privilegiare cereali, pane, pasta e riso idealmente integrali e abbinati possibilmente a un po' di legumi.

Nella frutta e nella verdura, infatti, oltre alle fibre, si trovano in misura variabile vitamine e altre componenti con potere antiossidante, come la vitamina C e la vitamina E*, i folati, i carotenoidi, il selenio e lo zinco, capaci di neutralizzare i radicali liberi dannosi per l'organismo.

*Una ricerca presentata qualche anno fa da John Radcliffe, ricercatore nutrizionista della Texas Woman's University ha dimostrato l’effetto protettivo della Vitamina E nel cancro alla vescica, a prescindere dal fatto che essa sia assunta attraverso l’alimentazione o con integratori nutrizionali. 
La squadra dei ricercatori ha distinto tra loto le due forme più comuni di Vitamina E, Alfa e Gamma-Tocoferolo ed ha osservato che soltanto la forma Alfa è risultata associabile alla riduzione del rischio di cancro alla vescica. Negli alimenti essa è reperibile in mandorle, spinaci, senape, peperoni, semi di girasole e diverse varietà di olio, tra cui quello di oliva. 

I piatti che associano cereali e legumi permettono di sopperire anche al fabbisogno calorico e proteico, limitando al massimo l'apporto di grassi presenti nei cibi con proteine animali.

Un alimento che merita di essere preso particolarmente in considerazione è la soia, che contiene isoflavoni, sostanze che assomigliano agli estrogeni. In particolar modo la genicisteina, il più importante componente degli isoflavoni di soia inibisce la crescita dei vasi sanguigni tumorali.

I semi di lino e molti tipi di pesce, come le sardine e il salmone, sono ricchi di omega-3, ottimo per prevenire sia il cancro sia le malattie cardiovascolari.
Altri pesci meno grassi possono rappresentare una valida alternativa alla carne, che non dovrebbe essere consumata più di due-tre volte la settimana.

Da evitare soprattutto le carni rosse (manzo, maiale e agnello) e quelle lavorate a livello industriale, oltre a quelle conservate nel sale, come i salumi. Un eccessivo apporto di carni rosse mette a rischio soprattutto l'intestino, ma varie ricerche mostrano che aumenta la possibilità di sviluppare anche altre forme di cancro, per esempio alla vescica o allo stomaco.

Per dare sapore al cibo sarebbe opportuno ridurre l'apporto di sale, sostituendolo con spezie come il curry o lo zenzero che sembrano avere un effetto antinfiammatorio. Possono inoltre avere un ruolo protettivo anche le sostanze contenute in alcune piante aromatizzanti, usate nella cucina mediterranea, come la menta, il timo, la maggiorana, l’origano, il basilico, il rosmarino, e altre che si trovano nel prezzemolo, nel coriandolo, nel finocchio, nell'anice e nel cerfoglio, oltre che nel peperoncino e nei chiodi di garofano.

Hanno riconosciute proprietà anticancro anche l'aglio e la cipolla - come le altre piante di questa famiglia - e i funghi, non solo quelli giapponesi ma anche quelli nostrani, in particolare il Pleurotus Ostreatus detto anche "orecchione".

Due studi condotti presso l'Università di Harvard, negli Stati Uniti hanno correlato un eccessivo consumo di formaggi grassi e latticini a un rischio aumentato di sviluppare un cancro della prostata. Ci sono invece indicazioni preliminari che un consumo regolare di probiotici contenuti negli yogurt e nel latte fermentato possa contribuire a proteggere l'intestino.

Bisogna inoltre ricordare che anche le modalità di cottura dei cibi possono incidere sul rischio. La cottura alla griglia, soprattutto della carne, produce sostanze cancerogene. È meglio cucinare i cibi a temperature più basse, per esempio utilizzando il vapore o il cartoccio.

Diamo infine una carrellata sulle bevande che possono avere un ruolo protettivo. I succhi, le spremute, i frullati e le centrifughe di frutta e di verdura, purché privi di zuccheri aggiunti, possono sopperire almeno in parte a uno scarso apporto di alimenti vegetali nella dieta.

Nel tè verde sono contenuti polifenoli dalle note proprietà anticancro chiamati catechine, che sembrano proteggere dai tumori della pelle, del colon, del polmone, del seno e della prostata.

Una tazza di cioccolata calda contiene cinque volte più di antiossidanti rispetto a una tazza di tè nero e tre volte più di una tazza di tè verde. Tuttavia, quando la si sceglie, occorre tener conto anche del suo notevole apporto calorico e del suo contenuto in grassi e zuccheri.

 

2) LA DIETA PER PROTEGGERE LA VESCICA DAL TUMORE

A livello di prevenzione anche per le vescica sono validi tutti i suggerimenti generali, pertanto una dieta ricca di frutta e verdura che diminuisce il rischio di sviluppare un tumore.

Nello specifico, una ricerca condotta nel 2014 nell’ambito dello studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition) e pubblicata sul British Journal of Cancer conferma che un’alimentazione ricca di flavonoidi e lignani riduce il rischio di cancro della vescica, in particolare delle forme più aggressive di cancro uroteliale.

A differenza degli isoflavoni, di cui abbiamo già parlato in precedenza, i lignani non sono associati alla frazione proteica ma a quella polisaccaridica non amidacea della pianta. Queste sostanze sono presenti in elevata quantità nei semi di sesamo ed in quelli di lino e raggiungono concentrazioni superiori nei cereali integrali rispetto a quelli raffinati.

Non è stata trovata alcuna associazione tra assunzione totale di flavonoidi e cancro della vescica, ma è bastato indagare tra le sottoclassi di questi composti per svelare il ruolo protettivo svolto dal flavonolo, come anche dai lignani, nei confronti di questo cancro. Gli stessi risultati sono stati ottenuti per il carcinoma uroteliale, con l’unica eccezione delle forme non aggressive, sulle quali queste sostanze non mostrano alcun effetto.

Ancora una volta ribadiamo che quando si parla di cancro non esistono pozioni magiche o "alimenti speciali" e che la prevenzione si attua, non solo seguendo una dieta ricca di lignani, isoflavoni e di antiossidanti, ma anche adottando uno stile di vita più attento e rispettoso del nostro bene più prezioso: la salute.  


3) ALIMENTAZIONE DURANTE LA RADIO E LA CHEMIOTERAPIA

Un fenomeno molto ricorrente durante la chemioterapia è la perdita di peso, spesso significativa. Prevenire la perdita di peso riduce la tossicità indotta dalla radio-chemioterapia, migliora la sensibilità delle cellule tumorali al trattamento antineoplastico, rinforza le difese dell’organismo, diminuisce la frequenza e la durata dei ricoveri, previene le complicanze post- operatorie e la depressione.

Alcuni consigli pratici per prevenire la perdita di peso e favorire la ripresa dell’appetito:

  • Mangiare poco e spesso
  • Rendere il cibo quanto più appetitoso possibile per stimolare il desiderio
  • In questo senso sono valide anche due dita di vino bianco secco come aperitivo
  • Tenere sempre a portata di mano qualcosa da sgranocchiare. con problemi ad ingoiare possono essere più indicati yogurt o formaggio molle.
  • Assumere frequentemente bevande nutrienti dolci o saporite, magari in sostituzione degli “spuntini”
  • Mangiare lentamente, masticare bene e riposare dopo ogni pasto.
  • Il buonumore favorisce l’appetito. Cogliete questi attimi per concedervi il piacere di mangiare ciò che più vi piace.

Chi non mangia abbastanza, e soprattutto chi perde peso, ha bisogno di una dieta più ricca di calorie e proteine.
Se si gode di un buon appetito non ci dovrebbero essere problemi ad assumere maggiori quantità di calorie e proteine per potenziare la dieta. Nel caso di scarso appetito è invece possibile integrare la dieta con supplementi nutrizionali orali in forma liquida o integratori.

Consigli pratici

Consumare alimenti arricchiti in calorie e proteine che potranno essere preparati come indicato di seguito:

  • Cereali per la colazione: aggiungere miele o 2-3 cucchiaini di integratore energetico al posto dello zucchero
  • Zuppe, stufati e minestre: aggiungere legumi e pasta, e arricchire, quando possibile, con un cucchiaio di panna o con integratori calorico-proteici.
  • Purè di patate: preparare il purè di patate con latte inte-ro, burro o panna e parmigiano. Si possono aggiungere anche integratori ad alto contenuto calorico e proteico.
  • Verdure: far fondere un pezzetto di burro sulle verdure calde oppure cospargerle di parmigiano grattugiato.
  • Panini e toast: preferire pane all’olio; arricchire con uno strato abbondante della farcitura desiderata (maionese, burro); aggiungere formaggio, tonno, affettati e uova. Sul pane tostato spalmare il burro quando il pane è ancora caldo.
  • Stuzzichini: tenere a portata di mano snack quali noccioline, cioccolato, dolcetti, caramelle, frutta fresca o secca, cracker, yogurt o formaggi stagionati, da mangiare negli intervalli tra un pasto e l’altro.
  • Preparazioni a base di latte (budini, creme, ecc.): aggiungere gelato, panna o crema. Arricchire con zucchero, miele, sciroppo o in alternativa integratori calorico-proteici.
  • Bevande e budini: preferire spremute o centrifughe di frutta fresca, dolcificate o arricchite con integratori proteico-calorici, da consumare preferibilmente durante i pasti al posto dell’acqua.
  • Se vi sentite troppo stanchi per cucinare o mangiare, semplificate al massimo i processi di cottura utilizzando pentole a pressione e forno a microonde. Se si possiede un congelatore, si potrà cucinare nei giorni in cui ci si sente nel pieno delle forze e surgelare i piatti per i momenti in cui ci si sentirà più stanchi.
  • Fare scorte di surgelati, scatolame, cibi precotti, ecc. Questa potrebbe anche essere l’occasione per i familiari e gli amici di rendersi utili alla persona malata, per esempio andando a fare la spesa oppure preparando qualche piatto per evitargli di cucinare.

Suggerimenti nutrizionali per affrontare gli effetti della malattia e/o delle terapie.

La malattia o il suo trattamento causa spesso dei disturbi fisici, i cosiddetti “effetti collaterali”. Abbiamo cercato e riportiamo qui di seguito quelli più salienti con quelli che ci sono sembrati i migliori consigli sul Web.

Infiammazione del cavo orale

  • Bere molti liquidi nutrienti. sciroppo di ribes nero o di rosa canina, succo di mela o nettare di pesca/pera.. Cibi e bevande freddi possono dare sollievo ad una bocca infiammata. Aggiungere ghiaccio tritato alle bevande e mangiare gelato o gelatine morbide al latte o alla frutta.
  • Evitare cibi salati e speziati, e i cibi ruvidi come crostini/toast o verdure crude
  • Ammorbidire i cibi con salse e sughi non piccanti e non salati.
  • Bere con la cannuccia.
  • Rinfrescare la bocca con pezzi di polpa di ananas fresco.
  • Tenere la protesi dentaria a bagno per tutta la notte e cercare di farne uso il meno possibile.
  • Se la lingua è “bianca’, pulirla con un batuffolo di cotone imbevuto di soluzione di bicarbonato di soda.
  • Usare uno spazzolino da denti morbido del tipo per bambini e spazzolare denti e gengive con delicatezza.

Secchezza delle fauci

  • Bere spesso, anche solo piccoli sorsi alla volta, per mantenere la bocca umida. Le bevande gassate possono risultare più rinfrescanti.
  • Succhiare cubetti di ghiaccio o ghiaccioli
  • Mantenere i cibi morbidi e umidi con quantità abbondanti di salse e sughi non piccanti.
  • Evitare di mangiare dolci e cioccolato.
  • Succhiare caramelle dure stimola la saliva-zione e altrettanto fanno le gomme da masticare.
  • Bere un aperitivo analcolico o due dita di vino bianco secco prima dei pasti. Idratare le labbra secche con un prodotto specifico.

 

Difficoltà a masticare o ingoiare

  • Le diete morbide possono risultare monotone quando ci si deve nutrire solo con zuppe e gelati, ma con un po’ di fantasia e buona volontà, anche una dieta morbida può essere appetitosa e nutriente.
  • La regola principale è mangiare i cibi che piacciono di più, apportando, però, qualche piccola modifica per ammorbidirli. Ad esempio, condire i piatti con salse e sughi appetitosi; tagliare carne e verdure a pezzetti e servirsene per preparare ottimi sformati o stufati; eliminare la crosta dal pane in modo che sia più facile masticarlo. Un frullatore può essere utile per frullare tutti i cibi cotti.

Nausea

  • Se cucinare dà la nausea, mangiare cibi freddi o surgelati che devono solo essere scaldati
  • Evitare cibi oleosi, grassi e fritti.
  • Provare a mangiare dei cibi secchi, per esempio un toast o dei cracker, prima ancora di scendere dal letto.
  • Quando si ha la nausea, mangiare inizialmente solo cibi leggeri come minestre lente o budini di crema, e aggiungere piccole porzioni dei piatti preferiti, passando gradualmente ad una dieta più sostanziosa e solida.
  • Sorseggiare una bibita gassata è un rimedio popolare contro la nausea. Provare a bere lentamente con la cannuccia un bicchiere di acqua minerale, acqua tonica, gassosa o limonata.
  • Farsi prescrivere dal medico curante delle compresse di antiemetici, i farmaci specifici contro la nausea.

Stitichezza

  • Inserire nella dieta una maggiore quantità di fibre. La crusca è particolarmente efficace (si può aggiungere ai cereali e alle minestre). Altre fonti di fibre sono i cereali integrali o muesli da consumare a colazione, prodotti integrali, frutta e verdura fresche mangiate con la buccia.
  • Preferire i rimedi naturali come sciroppo di fichi, prugne e succo di prugne. Bere molti liquidi. Le bevande calde possono aiutare. Per alcuni il caffè ha effetto lassativo. Un’attività fisica moderata aiuterà a tenere l’intestino in ordine.
  • Eventualmente utilizzare (se non vi sono ostruzioni intestinali) prodotti dietetici specifici, a base di psyllium , e supposte di glicerina o microclismi.

Diarrea

  • Finché persiste la diarrea è opportuno ridurre il consumo di frutta e verdura, riducendo in tal modo l’apporto di fibre. Evitare minestre di verdura e torte di verdura.
  • Bere molto per reintegrare i liquidi persi, ma evitare alcol e caffè. Limitare il consumo di latte
  • Bere succo di agrumi.
  • Consumare pasti piccoli e frequenti a base di cibi leggeri
  • Mangiare frutta cotta o in scatola piuttosto che frutta fresca o secca. Le banane e la polpa grattugiata di mela hanno proprietà astringenti.
  • Assumere fermenti lattici.

4) ALIMENTAZIONE E ATTIVITÀ FISICA DOPO LA CHIRURGIA (Neovescica)

Alimentazione

Diversamente dalla vescica naturale, la neovescica favorisce la perdita di acqua e sali, soprattutto nel periodo post-operatorio. Per questo motivo è importante assumere una quantità sufficiente di acqua (2-3 litri al giorno) e di sali (brodo, succhi di frutta, integratori salini, etc.).

In questo periodo se c’è il desiderio di assumere gli alcolici, quali il vino e la birra, è bene farlo con moderazione

In alcuni casi, su indicazione degli esami biochimici che sarà necessario eseguire periodicamente potrà essere utile anche l’assunzione di bicarbonato di sodio, ferro, folina, Vit. B12 etc. Il controllo di questi elementi rientra nel compito sia del medico di base che dello specialista Urologo. È , inoltre, molto importante arricchire la dieta di frutta e verdura anche al fine di regolarizzare l’attività dell’intestino. In caso di stitichezza è sconsigliabile utilizzare clisteri nel primo mese dopo l’intervento poiché le pareti del retto sono molto sottili e potrebbero essere danneggiate.

Dal momento che le urine contengano quantità variabili (abbondanti soprattutto all’inizio) di muco -  prodotto dal segmento d’intestino utilizzato per la costruzione della neovescica – e che, in alcuni casi, il muco può provocare dei problemi di ostruzione urinaria, rendere difficoltoso lo svuotamento e favorire, di conseguenza, lo sviluppo di infezioni urinarie, per limitarne la produzione del muco è utile, oltre che a bere maggiormente, anche l’assumere prodotti contenenti estratto di mirtillo.

Nel caso di uretero cutaneo stomia (sacchetto/i) non ci sono limitazioni nell’alimentazione.

 

Attività fisica

Dopo la dimissione è bene passeggiare, salire e scendere le scale tuttavia . evitando sforzi fisici, come, ad sollevare oggetti pesanti o eseguire esercizi intensi (ginnastica, golf, tennis, corsa, bicicletta e moto, etc.,).

 Dopo 12 settimane dall’intervento sarà possibile riprendere tutte le attività svolte prima dell’intervento.

Infatti questo è il tempo necessario perché si sviluppi un tessuto cicatriziale saldo sia a livello della ferita che nelle zone interessate dall’atto chirurgico. Intraprendendo attività fisiche faticose prima del dovuto, può ledere la delicata sutura che congiunge la vescica all’uretra  comportando problemi a lungo termine legati alla continenza o addirittura causare una ernia in sede di ferita.