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TUMORE NON MUSCOLO INVASIVO della VESCICA – Le nuove cure che arriveranno (forse)

Sicuramente in questa sede ci risulta molto più facile approfondire la conoscenza delle nuove terapie, che tra l’altro conosciamo  da alcuni anni, piuttosto che ottenere semplici risposte (anche se non convincenti) da Ema ed Aifa. Questo secondo aspetto è veramente tutta un’altra storia!

Orion-BC – Ne abbiamo cominciato a parlare nel 2021. Ancora in fase sperimentale

Orion-BC. Lo studio Orion-BC è una sperimentazione clinica per pazienti con carcinoma in situ (CIS) della vescica recidivo o non responsivo al BCG, con o senza malattia papillare Ta-T1 di alto grado (HG).

La terapia dello studio si chiama ONCOFID-P-B, ovvero un prodotto realizzato combinando paclitaxel (un farmaco antitumorale comune) con acido ialuronico. Quest'ultimo può aiutare il farmaco antitumorale a essere più efficace.

Il farmaco viene somministrato nello stesso modo del BCG, e quindi instillato direttamente nella vescica attraverso un catetere.

La terapia viene somministrata una volta alla settimana per 12 settimane durante la fase di induzione e una volta al mese per 12 mesi per la successiva fase di mantenimento. È prevista anche una eventuale fase di re- induzione (con schema identico alla fase di induzione) qualora non vi fosse una risposta completa dopo le prime installazioni.

Gli studi condotti dal Dr. Rodolfo Hurle dell'Humanitas di Rozzano (MI) e colleghi hanno mostrato risultati promettenti in questo stadio di malattia: il tasso di risposta completa (assenza di recidiva di malattia) è  75,0% alla fine della fase di induzione, del 65,0 % a 3 mesi e del 40,0% alla fine della fase di mantenimento.

Lo schema terapeutico proposto ha inoltre dimostrato un eccellente profilo di sicurezza e tollerabilità, senza effetti collaterali non correlati alle vie urinarie.

link al sito per maggiori informazioni: https://www.orion-bladdercancertrial.com

Studi clinici Sunrise 1 e 3 con utilizzo del dispositivo intravescicale TARIS. Studi attualmente chiusi

Il primo è uno studio di fase 2 *(studio clinico condotto esclusivamente su pazienti affetti dalla malattia in oggetto, senza confronto con pazienti sani o con pazienti trattati con altri farmaci) rivolto a pazienti affetti da tumore della vescica non muscolo invasivo non responsivi al BCG, che prevede l'impiego del dispositivo medico TAR-200 (prodotto della società farmaceutica Janssen). Quest’ultimo è formato da un tubo di silicone al cui interno è presente della Gemcitabina (chemioterapico usato da diversi anni per la nostra patologia), la quale viene rilasciata in modo costante per una durata totale di 3 settimane, permettendo un’esposizione prolungata al farmaco. Nello studio in questione, TAR-200 è stato valutato in combinazione con Cetrelimab (un anticorpo che promuove l'attivazione del sistema immunitario del paziente contro il tumore).

Lo studio prevede tre gruppi di pazienti  (o "bracci"): coloro trattati con TAR-200 da solo, con Cetrelimab da solo e con combinazione dei 2 farmaci). Lo studio si compone di 3 fasi :

  • fase di screening (fino a 42 giorni);
  • fase di trattamento (fino a 2 anni);
  • fase di follow-up (fino a 5 anni).

La durata totale dello studio è fino a 6 anni e 7 mesi.

Lo studio è iniziato in tutto il mondo il 18 dicembre 2020 e se ne prevede il completamento il 2 luglio del 2027.

TAR-200 viene inserito nella vescica mediante una cistoscopia, una volta in sede, rilascia in modo controllato la gemcitabina per un totale di 21 giorni.  Al termine di questo periodo,  il dispositivo viene rimosso in cistoscopia, e ne verrà posizionato uno nuovo qualora sia previsto dal protocollo. Lo schema di trattamento prevede il posizionamento di un nuovo dispositivo ogni 3 settimane per le prime 24 settimane (6 mesi), quindi ogni 12 settimane fino alla settimana 99 (anno 2). Diversamente, il Cetrelimab viene somministrato per via endovenosa in regime di day hospital ogni 3 settimane fino alla settimana 78 (18 mesi). Va notato anche che i risultati del trattamento vengono misurati non solo in termini di efficacia e sicurezza del trattamento, ma anche in termini di qualità della vita del paziente, la quale viene indagata mediante uno specifico questionario validato dalla EORTC (Organizzazione europea per la ricerca e il trattamento del cancro). Il questionario (EORTC -QLQ) valuta 5 ambiti della salute del paziente (stato fisico e funzionale, cognitivo, emotivo e sociale), 3 scale di sintomi (stanchezza, dolore e nausea o vomito) e uno stato di salute globale. Le valutazioni per ogni area vanno da 1 (per niente) a 4 (molto). Per saperne di più https://qol.eortc.org/

Di successiva apertura in Italia è stato lo studio SunRISe-3, che aveva l'obiettivo di valutare l'efficacia e la sicurezza di TAR-200 rispetto al BCG in pazienti con diagnosi di tumore alla vescica ad alto rischio non invasivo mai sottoposti a trattamento con BCG., Come SunRISe – 1, anche questo studio prevede 3 bracci

  • TAR-200 + Cetrelimab,
  • TAR-200 da solo e
  • BCG da solo.

Lo studio è stato avviato a metà del 2023 e si concluderà nel 2030.

NAI N-803 (Nogapendekin Alfa inbakicept) – Il superagonista

 

È questa un'altra speranza. Dopo l'approvazione in Usa da parte di FDA (Food and Drug Administration), è l'Ente regolatorio dei farmaci europeo (EMA) che ne sta valutando la convalida.

Il farmaco, cosiddetto superagonista, è Nogapendekin alfa inbakicept ed è destinato ai pazienti non responsivi al solo Bacillo di Calmette-Guérin

In base a studi pregressi, il NAI (Nogapendekin Alfa Inbakicept) noto anche come N-803, è un farmaco che sviluppa la propria efficacia agendo in sinergia con il BCG (Bacillo di Calmette-Guérin) per suscitare risposte complete nella popolazione di pazienti con tumore della vescica di alto grado attraverso una sollecitazione maggiore del loro sistema immunitario.

La combinazione è stata studiata in pazienti con CIS (Carcinoma In Situ) non-responsivi a BCG (Bacillo di Calmette-Guérin), oppure con tumore della vescica non-muscolo-invasivo papillare. Il trattamento di questi pazienti con NAI intravescicale in combinazione con BCG ha mostrato risposte complete del 100%, con persistenza dell'effetto a 24 mesi, evitando la cistectomia e permettendo sopravvivenza specifica per il cancro della vescica.  Sembra dimostrarsi quindi una nuova immunoterapia promettente nel trattamento del cancro della vescica

PER CAPIRNE DI PIÙ

 

  • Un Recettore è una struttura presente sulla superficie o all’interno delle cellule, i quali possono formare dei legami con molecole che vengono definite “ligandi.
  • Agonista - è una sostanza che, legandosi a un recettore, ne induce una risposta biologica. In altre parole, attacca il recettore e lo attiva, causando un effetto nell'organismo. 
  • In farmacologiasi definisce Superagonistaqualsiasi tipo di agonista capace di indurre un effetto massimo maggiore di quello indotto dall'agonista prodtto dall’organismo stesso

Nadofaragene Fradenovec sul nuovo report Horizon Scanning di AIFA. Forse questa arriva!

 

Tra le  terapie attualmente in fase di valutazione da parte dell’agenzia europea vi è anche un trattamento fondato sulla terapia genica.

Infatti, per il tumore della vescica non-muscolo-invasivo ad alto rischio non responsivo al BCG è è in corso di valutazione la terapia genica Nadofaragene Fradenovec (Adstiladrin), nel caso di non risposta ad altri trattamenti. Si tratta anche in questo caso di un farmaco ad azione locale, il quale viene instillato direttamente in vescica mediante un catetere. Adstiladrin viene quindi assorbito dalle cellule della vescica, le quali iniziano a loro volta a produrre interferone alfa-2b, una con azione antitumorale.  

PER CAPIRNE DI PIÙ

  • La Terapia Genica è un trattamento medico innovativo che mira a correggere o sostituire geni difettosi per curare malattie genetiche. In pratica, si introduce materiale genetico sano nelle cellule del paziente. Questo permette alle cellule di produrre nuove proteine
  • L'interferone alfa-2bè un farmaco che agisce stimolando il sistema immunitario per combattere i virus e le cellule tu- morali, riducendo la loro capacità di riprodursi.

Ad aprile l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato il suo nuovo dossier Horizon Scanning 2025, un’analisi prospettica dei farmaci che potrebbero arrivare sul mercato italiano nel prossimo futuro. Il documento, pensato per supportare la programmazione delle politiche sanitarie e la governance della spesa farmaceutica, fornisce un’anticipazione dei medicinali ad alto impatto attualmente in fase avanzata di valutazione regolatoria o prossimi all’autorizzazione.

Credo sia opportuno ricordare che  il termine “sperimentale” si riferisce a farmaci non approvati da autorità regolatorie (come la Food and Drug Administration, FDA negli Stati Uniti o l’Agenzia europea per i medicinali, European Medicines Agency – EMA, in Europa) e che possono pertanto essere utilizzati solo in studi di ricerca clinica.

Edoardo Fiorini Fabrizio Longo - Giampaolo Lucignani


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