I nuovi trattamenti per il tumore della vescica

Nuovi trattamenti per il tumore della vescica
Gli ultimi sviluppi scientifici nel cancro della vescica sono stati discussi nel recente Congresso della European Society of Medical Oncology.
 
TEMPI BUONI PER IL CANCRO DELLA VESCICA: I TRATTAMENTI PER IL TUMORE AVANZATO STANNO MOSTRANDO UN ELEVATO POTENZIALE
Anche per capire se stiamo dando un giusto servizio ai nostri associati ci piace confrontarci con quello che fanno le nostre consorelle nel mondo: le associazioni di pazienti che si occupano di tumore della vescica. Non riusciamo mai a capire se diciamo poco o troppo e non riusciamo nemmeno a capire se descrivendo i progressi che avvengono in campo scientifico andiamo ad alimentare eccessive speranze che potrebbero poi essere disattese semplicemente perché noi stessi o il nostro caro congiunto non è idoneo ad essere ammesso a questo o a quel trattamento farmacologico.
Comunque riteniamo che ogni tanto valga la pena di provarci. Pertanto, traducendo di sana pianta la pubblicazione dell’articolo comparso lo scorso mese di dicembre sull’house organ di FIGHT BLADDER CANCER UK, contiamo di offrire una sorsata di buone notizie con la raccomandazione di “rimanere coi piedi per terra”.

I nuovi agenti immunoterapici dai nomi complicatissimi, pembrolizumab, nivolumab ed azolizumab, sono stati recentemente approvati in Europa per la cura del carcinoma della vescica localmente avanzato o metastatico, che si è rivelato resistente alla chemioterapia. Pembrolizumab e atezolizumab in particolare sono anche stati approvati come terapia di prima linea in pazienti che non sono idonei a ricevere la chemioterapia.
Mentre inizialmente l'Agenzia Europea per i medicinali (EMA) aveva limitato l'uso in prima linea del trattamento con pembrolizumab e atezolizumab solo a pazienti con particolari caratteristiche, i risultati di nuovi studi, recentemente completati, hanno messo in discussione questa restrizione sottolineando la necessità di un approccio individualizzato per decidere chi debba realmente essere trattato con questi farmaci.
Inoltre, la combinazione di due agenti immunoterapici (nivolumab più ipilimumab) ha mostrato buona efficacia in alcuni pazienti affetti da carcinoma della vescica metastatico pesantemente pretrattato, aumentando per tutti i pazienti la sopravvivenza media complessiva a 15,3 mesi.
Pembrolizumab ha infine mostrato risposte antitumorali di lunga durata in pazienti con carcinoma della vescica non infiltrante ad alto rischio.
In un altro studio clinico anche il farmaco erdafitinib, da assumere via orale, ha prodotto risposte di lunga durata in pazienti affetti da carcinoma della vescica metastatico già pesantemente pretrattati e portatori di alterazioni di FGFR (recettore del fattore di crescita dei fibroblasti, di cui abbiamo già parlato qualche tempo fa https://www.associazionepalinuro.com/2-non-categorizzato/101-andrea-necchi-intervistato-da-fiorini.html). Oltre il 40% dei pazienti ha risposto al trattamento sperimentale e la sopravvivenza media complessiva è stata di 13,8 mesi.
 
(FONTE: FIGHT BLADDER CANCER UK magazine #6)